In Italia i bambini e i ragazzi sono stati i più penalizzati dalle conseguenze del lockdown”. Lo afferma il consigliere regionale Massimiliano Barison (Veneti Uniti) che aggiunge: “Per due mesi i ragazzi sono rimasti bloccati in casa, costretti a trascorrere molte ore davanti al computer anche solo per seguire la didattica a distanza e molti hanno trovato nei videogiochi un alleato contro l’isolamento dovuto al coronavirus: insomma durante il lockdown, giocare è diventato il modo principale per rimanere in contatto con i propri amici o comunque per impegnare il tempo”.

“La conseguenza di tutto ciò – spiega il consigliere – è ben spiegata da una ricerca condotta dall’Università di Padova sulla dipendenza da Internet, a partire dall’adolescenza, secondo la quale circa il 10 % dei veneti tra gli 11 e i 15 anni ha un rapporto problematico con social e videogame, ciò significa che solo nella nostra Regione ci sono circa 23 mila ragazzini sotto i 16 anni che hanno manifestato un rapporto di dipendenza da computer e telefonini. Un altro problema emerso durante la chiusura delle scuole è l’aumento della dispersione scolastica: il rapporto Censis-Agi, pubblicato nell’ambito del progetto ‘Italia sotto sforzo. Diario della transizione 2020’ mette in evidenza che nel 40% delle scuole il tasso di dispersione è stato superiore al 5% e in quelle del sud Italia ha toccato punte maggiori del 10%. In particolare è aumentato il rischio dispersione dei 400 mila studenti stranieri di prima generazione che già di base trovano maggiori difficoltà nel raggiungere livelli minimi di apprendimento. E’ evidente, che ad essere state sfavorite sono soprattutto le categorie più fragili: ragazzi di famiglie meno abbienti, stranieri, studenti con disturbi specifici nell’apprendimento”.

“Stiamo parlando della Scuola dell’obbligo che rappresenta un diritto e un dovere della persona e per questo dovrebbe essere una delle priorità del Paese essendo il principale motore di crescita e del benessere economico e sociale, oltre che un indispensabile strumento di costruzione identitaria – continua il consigliere invece proprio nella scuola stiamo assistendo alla rinuncia dello Stato che ha dimostrato di non dare all’istruzione alcuna priorità, basti pensare che in altri paesi le scuole hanno riaperto prima, non dopo, altre attività economiche pur importanti”.

“Non possiamo più permetterci di lasciare i ragazzi in obbligo scolastico e i docenti in queste condizioni: il Governo deve definire subito le linee guida sulla riapertura della scuola a settembre p.v., finanziare e mettere in cantiere ogni opera necessaria a mettere in sicurezza gli istituti scolastici, altrimenti attribuisca immediatamente la competenza e le risorse alle Regioni che hanno dimostrato finora di essere più concrete e più pragmatiche nelle decisioni”, conclude Massimiliano Barison.