“Il permanere della sospensione delle attività termali, rischia di portare al tracollo il tessuto imprenditoriale del bacino termale euganeo se non si autorizza la riapertura dell’attività”. E’ quanto afferma il consigliere regionale Massimiliano Barison (Veneti Uniti), che aggiunge: “Da questa settimana ha riaperto la stragrande maggioranza delle attività commerciali, dei servizi alla persona, piscine e palestre comprese, ma rimangono ancora chiusi i centri termali in quanto attività espressamente sospesa dall’ultimo DPCM emanato dal Presidente del consiglio Conte. Imprenditori e lavoratori del settore termale, sono molto preoccupati a causa di una situazione economica già compromessa prima dalla mancata riapertura di marzo scorso, poi dalla cancellazione di tutte le prenotazioni e ora dall’allontanamento della riapertura”.

“Come si riaprono piscine, palestre, centri estetici e tatuatori, non capisco – sottolinea il consigliere – perché non si possano riaprire anche i centri termali.  L’igiene è un punto qualificante di queste strutture e ogni centro termale è dotato di personale sanitario qualificato che può tranquillamente adottare protocolli specifici per evitare il rischio da contagio. Tra l’altro, è contraddittorio che il Governo abbia disposto la chiusura dei centri termali tranne che per i Livelli essenziali di assistenza, come se quest’ultimi fossero immuni e gli altri no. Questo è davvero assurdo”.

“E’ necessario – conclude Massimiliano Barison – che il Governo affronti il tema della riapertura dei centri termali al più presto, considerato che sono più di cento i centri termali fermi che danno lavoro a oltre 6.000 persone. E’ urgente rimettere in moto anche questo settore vitale per l’economia del territorio euganeo, altrimenti il rischio è che l’incertezza rappresenti il colpo di grazia per strutture che hanno già visto sfumare a marzo scorso l’inizio della stagione e ora sono con l’acqua alla gola: dobbiamo assolutamente evitarlo”