“In questi giorni, è sotto gli occhi di tutti come gli effetti del Coronavirus stiano facendo registrare un calo di lavoro per il settore turistico alberghiero, ma anche per le vendite nei negozi commerciali, nell’artigianato di servizio, negli studi professionali, più marcato nel Bacino termale euganeo e nel Padovano, e ormai esteso a livello regionale”.

Lo afferma il consigliere regionale di Veneti Uniti, Massimiliano Barison, il quale esterna “la preoccupazione che queste attività, non avendo a disposizione ammortizzatori sociali come nel settore industriale, il quale può disporre della Cassa integrazione, affrontino il calo di lavoro o con riduzioni di orario non retribuito o, ancora peggio, con licenziamenti”.

La situazione va trattata con strumenti straordinari – chiede il consigliere regionale – perché alla preoccupazione per la salute non si aggiunga anche la preoccupazione per il posto di lavoro. Per questo, è necessario che il Governo riattivi e rifinanzi la Cassa integrazione in deroga per tutte le attività economiche, artigianali, commerciali, turistiche, alberghiere, professionali, le quali subiscono un calo di lavoro a causa dell’emergenza sanitaria e sono sprovviste di ammortizzatori sociali, così come è stato fatto per l’alluvione del 2010”.

“Anche se per motivi diversi, tutte le attività produttive o commerciali rimaste temporaneamente chiuse hanno salvaguardato i posti di lavoro grazie allo strumento della Cassa integrazione in deroga, che ha rappresentato un sostegno al reddito dei lavoratori sospesi alternativo al licenziamento, garantito da fondi messi a disposizione dal Governo per fronteggiare l’emergenza – spiega Barison – Nel 2010, ero Assessore provinciale al lavoro di Padova e la Cassa in deroga allora venne messa a disposizione dal Governo per tutte le attività che non avevano altri ammortizzatori sociali per i lavoratori, permettendo così alle piccole attività commerciali e artigianali di non licenziare e di non far pagare il prezzo dell’emergenza ai lavoratori che hanno famiglie da mantenere e spesso mutui da pagare; oggi servono gli stessi strumenti che allora hanno funzionato”.

“Per questi motivi – conclude Massimiliano Barison – chiedo al Governo di riattivare e di rifinanziare questi ammortizzatori sociali, al fine di non aggravare una situazione sociale già provata dall’emergenza sanitaria rappresentata dal coronavirus”