elezi


20 Giugno 2016

Bentrovati cari amici lettori della newsletter!

Conclusi i ballottaggi della tornata elettorale, a bocce ferme, mi sembra utile dedicare una ‘edizione’ della newsletter per proporre alcuni spunti di riflessione e soprattutto per raccogliere anche le vostre considerazioni.

Attendo quindi i vostri spunti, opinioni o anche critica!

ASTENSIONISMO

Il primo dato che richiama l’attenzione, e che indica che qualcosa non va nella democrazia, è il tasso di affluenza; in forte calo al primo turno (si veda la tabella allegata per i Comuni padovani) e crollata ulteriormente con i ballottaggi di domenica.

elaborazione affluenza

Certamente si potrebbe derubricare il tutto con svariate motivazioni: sfiducia, critica e delusione da parte dell’elettorato, mancanza di offerta politica adeguata o ancora disincanto dei cittadini che oramai ritengono che ‘tanto nulla cambia’! Lascio ai guru questa analisi mentre ve ne propongo una diversa.

Le elezioni sono il meccanismo principale della democrazia; consentono al popolo non solo di scegliere i propri rappresentanti, di premiarli o punirli con la riconferma o meno ma soprattutto grazie al voto di tanti si definisce l’interesse generale. Ma se i tanti diventano pochi, gli interessi rappresentati saranno sempre più ristretti, con grave danno per l’equità. Guarda caso negli Stati in cui l’affluenza è bassa, magari perché le classi popolari non votano, le disuguaglianze sono più marcate. Inoltre il non voto, anziché indurre partiti, politici e soprattutto qualche governante a fare autocritica, porta al contrario a pensare di abolire le elezioni dirette! Si è iniziato con le Province, ora si passa al Senato e poi….! Non condivido quindi i toni trionfalistici di ‘certi’ che sembra abbiano sempre vinto, anche dopo averle prese di santa ragione, proprio tenendo conto delle cause e degli effetti dell’astensionismo.

IL CENTRO DESTRA PUO’ TORNARE COMPETITIVO MA COMBATTA RENZI NON SE STESSO!

Come dicevo nel dopo voto è piuttosto difficile districarsi tra propaganda e realtà. Come al solito hanno vinto tutti! C’è chi ritiene di aver salvato il governo  aggiudicandosi Milano (ma ci rivedremo al referendum costituzionale di ottobre per il Knock-out!), chi di aver stravinto (ma se si guarda oltre ai casi straordinari di Roma e Torino vi è poco altro di pentastellato), chi scarica la responsabilità su candidati troppo ‘moderati’ ma dimentica dall’altra di assegnarsi le sconfitte dei suoi candidati. E si potrebbe continuare a lungo.

Per limitarci però alla nostra provincia di Padova e provando a fare sintesi, visto che non voglio qui annoiarvi troppo, direi che questa tornata elettorale alcune cose chiare le ha dette!

  • Si può affermare che il centrodestra sia competitivo e che a livello elettorale stia molto meglio di quanto le crisi di leadership e i litigi nazionali facciano immaginare. Le scissioni, le fughe e i tradimenti che hanno sconquassato il centrodestra in Parlamento non hanno, come era ovvio, alcuna rilevanza sul piano elettorale. Semmai hanno indebolito nelle urne il Pd, i cui elettori non capiscono perché sostenere un partito che ascolta più Alfano, Verdini e Bondi di loro.
  • Il contenitore del centro destra, guidato da un partito moderato e di governo, mantiene intatte tutte le sue potenzialità. Il vero tema è piuttosto che il timone deve essere messo nelle mani di persone capaci, autorevoli, riconosciute, come dimostrano i molti casi dei neo sindaci del nostro territorio.
  • I nostri amici di centrodestra, Fratelli d’Italia e Lega, hanno il grande merito di aver fatto crescere i loro partiti, tenendo viva l’anima cosiddetta populista dell’elettorato di centrodestra. Ma se questo, anziché contribuire alla crescita della coalizione, porta a voler correre in solitaria …. beh! i risultati rischiano di essere fallimentari e di premiare magari il grillismo.

In conclusione qualche numero, supportato dalle piantine. Nel padovano il centrodestra cresce, e le tabelle con indicata la situazione pre e post voto ben lo testimoniano! 8 Comuni sono andati al centrodestra, 2 al centrosinistra, 0 ai grillini! Il dato è ancor più eclatante se si tiene conto che con 8 Comuni il centrodestra amministra oltre 95 mila abitanti (prima erano 55 mila circa), il centrosinistra con 2 poco più di 21 mila (prima erano 51 mila circa). Un vero cappotto! Certamente ogni realtà rappresenta un caso a se e andrebbe analizzato singolarmente, ma sicuramente si converrà sul fatto che a vincere sia stato il centrodestra unito e guidato da persone di qualità.

I buoni risultati comunque non sono frutto dell’improvvisazione! Le alternative infatti si costruiscono lavorando, anche in opposizione nei consigli comunali, con costanza, determinazione e concretezza. Ritengo inoltre che l’azione svolta in questi mesi al fianco e a sostegno di molti amici amministratori locali sia stata utile, se non addirittura determinante in alcuni casi. Penso, a solo titolo d’esempio, alle battaglie sulla questione della fusione Este-Ospedaletto, all’impegno per estendere i monitoraggi del Registro Tumori anche all’ULSS della Bassa Padovana, all’azione pressante per la conclusione della SR 10 fino ad ottenere la previsione nel bilancio 2016 di risorse pari a 15 milioni e nei bilanci 2017 e 2018 rispettivamente di 10 milioni ciascuno. E l’elenco potrebbe continuare con il mantenimento del punto di primo intervento a Montagnana o ancora con la difesa e valorizzazione del presidio ospedaliero di Piove di Sacco.

elaborazione comuni

PRIMA1

DOPO1

Approfitto anche di questo spazio per complimentarmi con tutti i nuovi sindaci, assessori e consiglieri e di augurare loro buon lavoro.

Aspetto le vostre riflessioni. Un abbraccio

Massimiliano Barison